Borges e le sue finzioni

L’amico Dhalgren segnala che nel racconto di Borges "Tre versioni di Giuda" (in Finzioni) molti temi sono tratti pari pari dai libri di Par Dhalgren, teologo svedese morto nel 1913, di cui il blogger porta il nome con fierezza. Le somiglianze paiono tante: per chi fosse interessato, linkiamo il post in questione e riportiamo una delle citazioni incriminate:

[Dhalgren] «Se il Logos si era abbassato alla condizione mortale – sostiene Dahlgren -; Giuda, discepolo del Logos, poteva ben abbassarsi alla condizione di delatore e di ospite del fuoco. Del resto l’ordine inferiore è uno specchio dell’ordine superiore; le forme della terra corrispondono a quelle del cielo e Giuda è in qualche modo uno specchio, in negativo, di Gesù».

[Borges] "Il Verbo s’era abbassato alla condizione di mortale; Giuda, discepolo del Verbo, poteva abbassarsi alla condizione di delatore (l’infamia peggiore di tutte le infamie) e d’ospite del fuoco che non s’estingue […] Giuda rispecchiava in qualche modo Gesù. […] Così spiegò Nils Runeberg l’enigma di Giuda".

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