Un blog di trent’anni fa

Voler conoscere la vita intima degli scrittori che amiamo è un vizio puerile e spesso deludente. Di cosa stesse accadendo esattamente 24 anni fa, il 9 marzo 1979, Spallanzani parla nell’appendice diaristica di Raccontalo alla cenere, che ripubblichiamo qui.
Un anno prima Spallanzani e la moglie si sono separati. La cosa non sarà mai ufficiale ma di fatto non vivono più insieme. Il nostro scrive:

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L’alba e le gelate
nella rete dei neuroni
ogni stimolo lascia un solco
esperienza
ma una volta
basta una volta.

Bella notizia dalle gazzette: è falso che le cellule cerebrali non vengono rimpiazzate. Tuttavia, anche se ogni minuto ne nascono di nuove le morte restano dove sono. Bisogna ricostruire le connessioni e c’è sempre meno tempo, meno spazio da utilizzare. La rigenerazione continua ma la morte non è insignificante. Allo stesso modo, un sistema di esseri umani legati da relazioni soffre per ogni morte. I dendriti appassiscono, la rete fatica a riconfigurarsi; non si può riempire il vuoto perchè non c’è un vuoto. La selezione lascia sopravvivere solo relazioni flessibili, che il gelo non spezzi.
Sulla stessa rivista ho visto una strana crocifissione. Mi ha fatto pensare ad una storia assurda sulla mummia di gesù cristo. E al valore della compassione paragonata, chessò, alla vita eterna. So bene cosa mi succede.
Ho parlato con un amico che non vedevo da anni. Non abbiamo più niente in comune. Mi spiace. E’ cinico e sensibile. In compenso, tutto procede: 20 minuti per cibarmi, altrettanti in bagno, 20 minuti per ascoltare gli altri, non sono avaro. Un’ora si perde chissà come. Sei di sonno. Ne restano 16 di pura attesa. 5200 l’anno. Fa spavento. Rettifico: fanno 7500 l’anno. Anche nel sonno c’è attesa.
Mi sogno le zebre e gli altipiani. Sbuffi di fumo arancio, parole crudeli. Sono molto gentile. Penso ai processi di decisione. Non mi concentro a sufficienza per capire ciò che leggo, ed è un conforto. Mio fratello vaneggia di insegnare alle macchine come leggere la mia grafia. Io vorrei insegnarlo a lui. E’ intelligente ma non vede il punto. Guarda meglio…
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